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Posizione amazzone: tutte le varianti in cui comandi tu

Posizione amazzone: tutte le varianti in cui stai sopra e decidi tu angolo, profondità e ritmo. La meccanica del bacino, a chi è adatta e cosa sapere prima.

Posizione amazzone: tutte le varianti in cui comandi tu

Perché qui comandi tu

Nella posizione amazzone chi cavalca sta sopra, a cavalcioni, e chi penetra resta disteso sulla schiena. Detta così sembra soltanto un missionario girato al contrario. Non lo è: ribaltare i due corpi sposta il comando dell'angolo, della profondità e del ritmo su una persona sola, e per giunta sulla persona che sta sentendo tutto in tempo reale. In nessun'altra categoria il controllo è così immediato. Sposti il peso di qualche centimetro in avanti e cambia il punto in cui la penetrazione preme; ti raddrizzi e guadagni profondità; ti inclini all'indietro e ruoti ancora l'angolo di entrata.

Un ragazzo dai capelli blu e la sua ragazza fanno l'amore in auto: lei sopra, in posizione amazzone, i corpi che si muovono allo stesso ritmo.
Un ragazzo dai capelli blu e la sua ragazza fanno l'amore in auto: lei sopra, in posizione amazzone, i corpi che si muovono allo stesso ritmo.

Il bacino è il tuo pannello di controllo

Le varianti di questa categoria sembrano tante posizioni diverse, ma nascono tutte dalla stessa logica: comanda il bacino di chi sta sopra. Inclinare, ruotare, rimbalzare, strusciare — ogni movimento chiama in causa muscoli diversi (i flessori dell'anca per il rimbalzo, glutei e adduttori per lo struscio, gli addominali per tenere a lungo un'inclinazione) e distribuisce la pressione in modo diverso nel punto in cui i corpi si incontrano.

Saperlo cambia il modo in cui passi da una variante all'altra: lo fai con un'intenzione precisa invece che a tentoni. Vale la pena leggere anche come muoversi durante il rapporto, perché in questa categoria il modo in cui ti muovi conta più della posizione che hai scelto.

Dove va a finire la pressione

Con il busto verticale e una discesa lenta la penetrazione guadagna profondità, e l'angolo lavora contro la parete anteriore della vagina — la zona in cui si trova il punto G. È l'assetto che dà la sensazione più piena, ed è anche quello in cui è più facile esagerare: da sopra il peso gioca a tuo favore, quindi la profondità arriva prima di quanto ti aspetti.

Porta invece il petto verso il suo e cambia tutto. L'osso pubico entra in contatto costante con la vulva e il clitoride, la spinta verticale si trasforma in uno strofinamento continuo e il contatto non si interrompe a ogni colpo. È esattamente la continuità che manca nelle posizioni in cui la spinta arriva dall'esterno, ed è il motivo per cui l'orgasmo durante la penetrazione diventa un obiettivo realistico invece che un colpo di fortuna. Se vuoi lavorare sulla precisione del contatto, la guida su come stimolare il clitoride spiega quale pressione cercare.

Inclinarti all'indietro, con le mani appoggiate dietro di te, ruota l'angolo verso l'alto e sposta il contatto sulla parete posteriore: sensazione più sorda, più diffusa, meno mirata. Non è una versione peggiore, è un'altra cosa — e capita spesso che sia quella che cercavi quando la penetrazione frontale ti sembra troppo insistente.

A chi è adatta

A chi vuole decidere. Se hai imparato che cosa ti fa venire quando sei da sola e non sei mai riuscita a ritrovarlo in coppia, stare sopra è il modo più diretto per portarci il partner: non devi spiegare l'angolo, lo fai.

Funziona bene anche quando serve dosare la profondità con precisione — dopo una pausa lunga, quando la lubrificazione è scarsa, o semplicemente perché certi giorni la penetrazione profonda non è quello che vuoi. Da sopra la profondità è una scelta continua, non qualcosa che subisci.

È una categoria interessante nelle coppie in cui lui fatica a durare, perché toglie a lui il controllo del ritmo: puoi rallentare, fermarti, restare immobile qualche secondo e ripartire. Va detto che l'effetto non è automatico — per molti uomini la vista da sotto è tutt'altro che calmante — quindi conviene abbinarla al lavoro di controllo descritto nella guida su come durare di più invece di aspettarsi che la posizione faccia miracoli da sola.

Prima di provarla

Tre cose che nessuno ti dice e che fanno la differenza fra una posizione che ami e una che abbandoni dopo due minuti.

La superficie conta. Su un materasso molto morbido le ginocchia affondano, il bacino perde stabilità e le cosce si stancano il doppio. Il bordo del letto, un divano rigido o un tappeto con una coperta sopra ti danno una base su cui puoi davvero spingere. Un cuscino da dieci centimetri sotto il suo bacino lo inclina verso di te e cambia l'angolo di entrata senza che tu debba fare altro.

Le braccia sono parte della posizione. Appoggiare le mani sul suo petto, sulle sue spalle o sulla testiera scarica una parte del peso e ti permette di tenere il ritmo molto più a lungo. Restare in equilibrio sulle sole gambe è il motivo principale per cui questa categoria viene giudicata "faticosa".

L'unico rischio serio è che scivoli fuori. Se succede e tu ricadi con tutto il peso su un angolo sbagliato, il colpo può fare male davvero. Quando alzi l'ampiezza del movimento tieni una mano alla base per guidarlo, e se senti che è uscito fermati invece di riprovare al buio. Costa mezzo secondo.

C'è poi un aspetto di cui si parla poco: stare sopra significa anche essere guardata, per tutto il tempo, da vicino. Se la cosa ti blocca, abbassa le luci e comincia dalle varianti in cui il busto resta appoggiato al suo — l'intimità è la stessa, l'esposizione no.

Che cosa distingue una variante dall'altra

Sono quattro le variabili in gioco, e ogni posizione di questa categoria è una loro combinazione: la direzione in cui guardi, l'inclinazione del busto, che cosa fanno le sue gambe, e l'altezza della base su cui appoggia.

Girarti di spalle non è un dettaglio scenografico: cambia la curva lungo cui avviene la penetrazione e sposta la pressione dalla parete anteriore a quella posteriore. Tenere le sue gambe piegate e unite sotto di te restringe il canale e moltiplica l'attrito per entrambi, che è tutta la logica della variante in squat. Passare dal letto piatto a una sedia, con lui seduto e te a cavalcioni, sposta l'ingresso più in avanti e apre la strada ai movimenti circolari invece che lineari. E la cowgirl classica — busto verticale, bacino che ondeggia avanti e indietro — resta la base da cui tutte le altre si diramano: se la padroneggi, le varianti sono aggiustamenti, non posizioni nuove da imparare.

Qui sotto trovi le varianti della categoria, una per una, con la meccanica e i punti a cui fare attenzione.


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Domande frequenti

Che differenza c'è tra amazzone e cowgirl?
Nessuna, a livello di principio: sono lo stesso ribaltamento, chi cavalca sta sopra e chi penetra sta sdraiato sotto. In italiano "amazzone" indica sia la categoria nel suo insieme sia la variante specifica in cui stai accovacciata sui piedi, con le sue gambe piegate e unite sotto di te. "Cowgirl" è il nome che circola di più online e si riferisce quasi sempre alla versione classica, busto verticale e ginocchia appoggiate al materasso.
Come faccio a non stancarmi le cosce dopo due minuti?
Il bruciore ai quadricipiti arriva quando tieni tutto il peso sospeso sulle gambe, come in uno squat infinito. Siediti davvero sulle sue cosce invece di restare sollevata, appoggia le mani sul suo petto o sulla testiera per scaricare parte del carico sulle braccia, e alterna: qualche minuto di struscio (movimento avanti e indietro, quasi nessuna spinta verticale) e poi qualche rimbalzo. Il rimbalzo consuma dieci volte di più. Su un materasso molto morbido le ginocchia affondano e la fatica raddoppia: il bordo del letto o un tappeto sono superfici migliori.
Da sopra si arriva all'orgasmo clitorideo?
È la posizione che lo rende più raggiungibile, ma solo se sposti il peso in avanti. Con il busto verticale la spinta è profonda e il clitoride resta scoperto; portando il petto verso il suo, l'osso pubico entra in contatto costante con la vulva e il movimento diventa uno strofinamento continuo invece di una serie di colpi. Molte persone sentono la differenza al primo tentativo. Se non basta, una mano — la tua o la sua — o un piccolo vibratore appoggiato tra i due corpi completano il quadro senza interrompere nulla.
Si può fare male? Come si evita?
Il rischio concreto di questa categoria è uno solo: lui esce, tu scendi con tutto il peso e l'angolo di rientro è sbagliato. Il pene in erezione non si piega, e un colpo del genere può fare molto male o causare una lesione seria. Si evita con due accorgimenti: quando aumenti l'ampiezza del movimento, tieni una mano che lo guida alla base, e se senti che è uscito fermati invece di riprovare al buio. Il lubrificante aiuta perché rende il movimento più scorrevole, non perché riduca il rischio di quel colpo.
È una buona posizione se lui viene troppo in fretta?
Può esserlo, perché il ritmo non dipende più da lui: puoi rallentare, fermarti, restare ferma qualche secondo e ripartire senza che il gioco si interrompa. Attenzione però al rovescio della medaglia — per molti uomini la vista da sotto e la novità dell'angolo sono più eccitanti, non meno. Funziona meglio se la usi insieme a un lavoro di controllo vero, come quello descritto nella guida su come durare di più a letto, invece che come soluzione da sola.