Nº 01Glossario

Dove si trova il punto G: anatomia, sensibilità e come funziona

Il punto G si trova sulla parete vaginale anteriore, a 5–8 cm dall'ingresso: non è un organo a sé, ma tessuto clitorideo interno che risponde alla pressione.

Che cos'è il punto G

Il punto G è un'area di sensibilità accentuata che si trova sulla parete anteriore della vagina, a circa 5–8 cm dall'ingresso vaginale. Non è un organo a sé stante. La ricerca indica che fa parte del complesso clitoro-uretro-vaginale — la rete interna di tessuto clitorideo — che passa abbastanza vicino alla parete vaginale da poter essere stimolata attraverso di essa. La sensibilità varia molto da persona a persona, e quella variabilità rientra nella normalità anatomica.

Dove si trova e perché risponde

Durante l'eccitazione le ramificazioni interne del clitoride — i bulbi vestibolari — si riempiono di sangue e il tessuto si congestiona. Poiché questi bulbi corrono lungo la parete vaginale anteriore, quella zona si gonfia e spesso risulta più soda o leggermente in rilievo rispetto al tessuto circostante. È questo cambio di consistenza che molte persone descrivono quando dicono di aver "trovato" il punto G.

Anche l'uretra passa molto vicino a quest'area. All'inizio della stimolazione, o quando la pressione è decisa, alcune persone avvertono una sensazione lieve, simile allo stimolo di urinare. In genere svanisce man mano che l'eccitazione sale, e non significa che ci sia qualcosa che non va.

La profondità a cui si trova il tessuto più sensibile cambia da persona a persona, e cambia anche l'effetto della stimolazione da quella direzione: per alcune persone è intensa, per altre appena percettibile, per altre ancora quasi nulla. La parete vaginale ha meno terminazioni nervose del glande clitorideo esterno, quindi la risposta dipende soprattutto dalla compressione del tessuto erettile sottostante, più che dalla stimolazione diretta della superficie.

Il complesso clitoro-uretro-vaginale

I modelli anatomici più datati trattavano il punto G come una ghiandola distinta o come una zona erogena esclusiva della vagina. Il consenso attuale tra chi fa ricerca lo inquadra diversamente: ciò che viene stimolato è tessuto clitorideo interno che arriva fino alla parete vaginale, insieme a strutture come le ghiandole parauretrali e la parete fibromuscolare anteriore.

Questo ha conseguenze concrete. Spiega perché il livello di eccitazione conti così tanto: un tessuto non congestionato risponde debolmente alla stessa pressione che, a piena eccitazione, risulta invece significativa. E spiega perché tecniche che funzionano benissimo per una persona non producano quasi nulla per un'altra: se i bulbi vestibolari si trovano un po' più lontani dalla parete, o se l'angolo del canale vaginale è diverso, lo stesso movimento non raggiunge lo stesso tessuto.

Considerare il clitoride come un organo in gran parte interno — che si estende ben oltre la punta visibile — è il punto di partenza per capire perché la stimolazione del punto G funzioni così.

Come funziona di solito la stimolazione

L'area risponde meglio a una pressione decisa e costante che a un movimento rapido avanti e indietro. Le posizioni o le tecniche manuali che puntano verso la parete anteriore tendono a essere più efficaci di quelle che spingono dritto in profondità. È il motivo per cui si usa spesso un dito piegato verso l'alto o un sex toy dalla punta ricurva.

Le posizioni penetrative che inclinano il bacino e premono verso la parete anteriore — certe angolazioni della penetrazione da dietro, o le posizioni con i fianchi sollevati — possono dare una stimolazione indiretta del punto G. Sono le angolazioni su cui conviene lavorare per passare dall'anatomia alla pratica.

Chi cerca profondità e angolazione più in generale si muove invece su un altro terreno: la penetrazione profonda coinvolge un'anatomia diversa rispetto all'area del punto G.

Falsi miti diffusi

"Tutte hanno il punto G." Le strutture anatomiche sono presenti in chiunque abbia una vagina, ma quello che si sente stimolando quell'area cambia parecchio da persona a persona. L'assenza di una risposta intensa non è un difetto.

"Devi trovarlo con precisione per godere della stimolazione vaginale." La parete anteriore è una regione, non un punto millimetrico. Contano molto di più la direzione e la pressione che un bersaglio preciso al centimetro.

"L'orgasmo vaginale e quello da punto G sono separati da quello clitorideo." L'anatomia non sostiene una separazione così netta. Gli orgasmi raggiunti attraverso la stimolazione vaginale o del punto G coinvolgono il tessuto clitorideo interno, e molti ricercatori considerano la distinzione anatomicamente fuorviante più che utile.

Termini collegati

L'anatomia interna del clitoride è centrale per capire il punto G: la guida su dove si trova il clitoride ne descrive la struttura completa, bulbi vestibolari compresi, cioè proprio ciò che sta all'origine di questa sensibilità. Il ritmo e l'angolazione del movimento durante il rapporto decidono quanta pressione arriva davvero alla parete anteriore. Le ghiandole di Skene, chiamate spesso in causa quando si parla di eiaculazione femminile, sboccano proprio accanto a quest'area: è probabilmente da lì che nasce l'associazione tra le due cose. E il rumore d'aria che a volte la vagina emette durante il rapporto — uno degli effetti collaterali più comuni del sesso penetrativo — è più probabile proprio nelle posizioni che favoriscono il contatto con il punto G, semplicemente perché quelle angolazioni fanno entrare più aria.

In sintesi

Il punto G è una regione di sensibilità accentuata sulla parete vaginale anteriore, non un organo anatomico distinto. Risponde alla stimolazione grazie al tessuto clitorideo interno che si trova appena sotto la superficie. La sensibilità in quell'area cambia da persona a persona e cambia anche in base al livello di eccitazione: è per questo che la stessa tecnica può risultare intensa per qualcuno e trascurabile per qualcun altro. Entrambe le esperienze rientrano nella normalità.

Domande frequenti

Che cos'è il punto G e dove si trova esattamente?
Il punto G è un'area di sensibilità accentuata situata sulla parete anteriore della vagina, in genere a 5–8 cm dall'ingresso vaginale. Oggi la maggior parte degli anatomisti lo descrive come parte del complesso clitoro-uretro-vaginale — la rete interna del clitoride — e non come un organo indipendente. Quando c'è eccitazione, il tessuto di quest'area si congestiona e può risultare più sodo o leggermente in rilievo rispetto alla parete circostante. La sensibilità varia molto da persona a persona, e quella variabilità è del tutto normale.
Il punto G è un organo distinto o parte di una struttura più ampia?
Non è un organo a sé stante. Il termine "punto G" indica una zona in cui le ramificazioni interne del clitoride — in particolare i bulbi vestibolari — passano vicino alla parete vaginale e possono essere stimolate attraverso di essa. Questa lettura, che va sotto il nome di complesso clitoro-uretro-vaginale, è ormai quella prevalente tra anatomisti e ricercatori. Non esiste una ghiandola o una struttura separata che si possa definire punto G in quanto tale.
Perché alcune persone non sentono quasi nulla in quella zona?
Perché la sensibilità dell'area dipende da più fattori che si sovrappongono: lo stato di eccitazione (il tessuto deve essere congestionato per rispondere), l'anatomia (la profondità e l'angolo del tessuto clitorideo interno cambiano da persona a persona) e la distribuzione individuale delle terminazioni nervose. Non avvertire una sensazione forte in quel punto non è una disfunzione: riflette una normale variabilità anatomica.
Che differenza c'è tra la stimolazione del punto G e quella clitoridea esterna?
La stimolazione clitoridea esterna tende a produrre una sensazione più netta e localizzata. Quella del punto G viene descritta più spesso come profonda, piena o diffusa, a volte accompagnata da un lieve stimolo a urinare, soprattutto all'inizio, perché l'uretra passa vicino a quell'area. Alcune persone notano che la sensazione cresce lentamente con una pressione costante, più che con un movimento rapido. Altre non colgono grandi differenze tra le due, e altre ancora preferiscono nettamente l'una o l'altra.
Che rapporto c'è tra il punto G e l'eiaculazione femminile?
Le ghiandole di Skene — piccole ghiandole che sboccano vicino all'apertura uretrale — vengono talvolta indicate come origine del liquido emesso durante lo squirting. Si trovano proprio accanto all'area del punto G, e questo potrebbe spiegare l'associazione tra le due cose. Che lo squirting si verifichi o no, e che cosa contenga esattamente quel liquido, cambia da persona a persona ed è ancora oggetto di ricerca. La stimolazione del punto G non porta automaticamente allo squirting, e lo squirting può avvenire anche senza una stimolazione mirata del punto G.