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Posizioni acrobatiche: angoli estremi e cosa chiedono in cambio

Le posizioni acrobatiche barattano la comodità con angoli estremi: come cambia la sensazione, quanto chiedono davvero al corpo e come provarle senza farsi male.

Posizioni acrobatiche: angoli estremi e cosa chiedono in cambio

Le posizioni acrobatiche rinunciano alla comodità per ottenere un angolo che nessun'altra configurazione riesce a dare: compressione profonda, bacino inclinato ben oltre la sua escursione abituale, in un caso perfino una rotazione completa attorno al partner. Non è una questione di spettacolo. Quando il bacino esce dalla posizione neutra cambia la direzione di ingresso, cambia la parete che riceve l'attrito e cambiano i muscoli coinvolti: chi riceve smette di essere appoggiato e diventa struttura portante. È una categoria molto fisica, e va trattata come tale. Scaldati prima — qualche cerchio con le anche e due minuti di mobilità della colonna bastano — e ricordati che un dolore che punge non è intensità, è il segnale per fermarsi.

Il motivo per cui questa categoria esiste sta in una differenza di sensazione che non si ottiene in altro modo. Inclinare il bacino in avanti porta la parete vaginale anteriore, quella dove si trova il punto G, direttamente sulla traiettoria di chi entra: l'attrito smette di essere distribuito e si concentra. Le configurazioni invertite, quelle in cui i fianchi salgono più in alto della testa, aggiungono la gravità al movimento e producono una penetrazione profonda che sul piano orizzontale non si ottiene. Chi ci arriva cercando una novità visiva di solito resta deluso; chi ci arriva perché ha esaurito quello che le posizioni classiche sanno dare trova esattamente quello che cercava.

Una donna atletica e il suo partner provano la posizione del ponte sul pavimento: lei inarca la schiena sollevando il bacino, lui resta in ginocchio tra le sue gambe e la tiene ferma per i fianchi.
Una donna atletica e il suo partner provano la posizione del ponte sul pavimento: lei inarca la schiena sollevando il bacino, lui resta in ginocchio tra le sue gambe e la tiene ferma per i fianchi.

Difficile non significa la stessa cosa per tutte

Nella pratica queste posizioni mettono alla prova tre cose diverse, ed è utile sapere quale delle tre ti chiede quella che stai provando.

La prima è l'escursione articolare: quanto l'anca di chi riceve riesce a chiudersi, quanto la colonna riesce a inarcarsi. È la richiesta più visibile e la meno problematica, perché il corpo dice subito quando ha finito lo spazio e la sensazione è di allungamento, non di allarme. La seconda è il carico: c'è chi tiene, chi solleva, chi resta in appoggio sulle spalle. Qui il limite non è la flessibilità ma la resistenza, e arriva molto prima di quanto entrambi si aspettino — in genere dopo un minuto o due, non dopo dieci. La terza è la coordinazione, ed è quella che manda a monte più tentativi. Ruotare, cambiare presa, invertire l'assetto senza perdere il contatto è un problema di equilibrio in due, e si risolve solo andando piano.

Un uomo seduto dietro la partner le tiene le gambe sollevate e divaricate, con le braccia infilate sotto le ginocchia e le mani agganciate dietro la nuca di lei.
Un uomo seduto dietro la partner le tiene le gambe sollevate e divaricate, con le braccia infilate sotto le ginocchia e le mani agganciate dietro la nuca di lei.

Il carico sulla colonna è il vero limite

C'è una linea di demarcazione dentro questa categoria, e conviene conoscerla prima di scegliere. Da una parte ci sono le posizioni che sollevano il bacino tenendo la testa più in alto del cuore: faticose per glutei e femorali, ma sostenibili e facili da correggere con un cuscino. Dall'altra ci sono quelle che ripiegano le gambe oltre la testa e scaricano il peso del corpo sulle vertebre cervicali e sul tratto dorsale alto.

Questa seconda famiglia dà la profondità maggiore di tutta la categoria, ed è anche l'unica che ha un limite di tempo vero. Uno o due minuti senza pause, poi si esce e si cambia. Con un problema cervicale o lombare in corso non è una posizione da adattare: è una posizione da saltare, e saltandola non ti perdi niente. Vale la pena dirlo perché è il punto in cui questa categoria smette di essere una questione di voglia e diventa una questione di struttura.

Un uomo muscoloso accovacciato sopra la partner, distesa sul pavimento di legno con le gambe ripiegate oltre la testa.
Un uomo muscoloso accovacciato sopra la partner, distesa sul pavimento di legno con le gambe ripiegate oltre la testa.

A chi si adatta

Funziona bene per le coppie che hanno già una mappa dei propri gusti. Le posizioni acrobatiche non sono un buon terreno per scoprire cosa preferisci, perché richiedono troppa attenzione al mantenimento per lasciartene abbastanza sulla sensazione. Se sai già quale parete risponde meglio e quale profondità ti va bene, qui trovi il modo di spingere quella stessa preferenza un gradino oltre.

Funziona male, invece, quando uno dei due è d'accordo solo a parole. Sono configurazioni in cui chi riceve ha poca mobilità e chi conduce controlla quasi tutto: verifica prima che la disponibilità ci sia davvero, a corpo comodo e senza fretta, e mettiti d'accordo su un segnale — due colpetti su un braccio bastano — che significhi "esco adesso" senza doverlo spiegare. La differenza tra restrizione eccitante e restrizione sgradevole passa tutta da lì.

Un uomo in piedi al bordo del letto solleva le gambe della partner, che resta appoggiata al materasso solo con le spalle.
Un uomo in piedi al bordo del letto solleva le gambe della partner, che resta appoggiata al materasso solo con le spalle.

Come impostare un tentativo che riesce

La preparazione conta più della posizione. Prenditi tempo con i preliminari, perché un corpo già eccitato tollera angoli che un corpo tiepido rifiuta. Poi sistema l'altezza prima di iniziare: il bordo del letto, un cuscino rigido sotto i fianchi, un appoggio per il piede. Le posizioni acrobatiche falliscono quasi sempre per un dislivello di dieci centimetri che nessuno ha corretto in partenza.

Quanto al movimento, dimenticati la spinta ampia. Con il bacino fuori asse la corsa utile si accorcia parecchio, e le spinte corte e controllate rendono più di quelle lunghe, che qui rischiano solo di far perdere il contatto: è la stessa logica di come muoversi durante il rapporto. Le configurazioni che partono da una posizione nota — la pecorina per quelle che prevedono una rotazione, la posizione cowgirl per quelle in cui chi sta sopra si abbandona all'indietro — vanno costruite entrando prima nella posizione di partenza e spostandosi dopo, mai al contrario.

Una coppia sul divano del soggiorno prova la posizione dell'elicottero: lui ruota lentamente attorno a lei senza interrompere il contatto.
Una coppia sul divano del soggiorno prova la posizione dell'elicottero: lui ruota lentamente attorno a lei senza interrompere il contatto.

Nessuno qui si è allenato in un circo

L'idea che queste posizioni appartengano a corpi speciali è il malinteso che tiene lontane le persone che ci starebbero benissimo. Quello che serve davvero è sapere con onestà quanta mobilità hai oggi, un partner disposto a fermarsi a metà senza farne un dramma e la pazienza di regolare presa e altezza prima di muoversi sul serio.

Le versioni modificate contano quanto quelle da manuale — anzi, contano di più, perché sono quelle che riuscirai a tenere abbastanza a lungo da sentire qualcosa. E quando una posizione non funziona, non funziona: si torna a qualcosa di comodo e la serata continua. Se stai costruendo un repertorio, questa categoria è il gradino più alto, non il punto di partenza: la mappa completa è nelle posizioni sessuali.


Altre categorie da esplorare

Se ti è rimasta voglia di angoli, il sesso anale lavora su una geometria diversa con la stessa attenzione all'appoggio e al carico. Le posizioni lesbiche e il sesso a tre cambiano invece gli incastri e il numero di corpi in gioco, mentre le posizioni di lato restano il modo più semplice per continuare quando un tentativo acrobatico si chiude prima del previsto.

Domande frequenti

Serve essere elastici per provare le posizioni acrobatiche?
Serve sapere quanto sei elastico adesso, che è una cosa diversa. Quasi tutte queste configurazioni si reggono su due articolazioni soltanto: l'anca di chi riceve e la stabilità del bacino di chi spinge. Se riesci a portare le ginocchia al petto da sdraiato senza che la zona lombare si stacchi dal materasso, hai già l'escursione che serve per la maggior parte di queste posizioni. Le due o tre più estreme chiedono di più, e per quelle esiste sempre una versione ridotta che funziona lo stesso.
Come ci si scalda prima, concretamente?
Cinque minuti bastano. Qualche cerchio lento con le anche in piedi, il bacino che si inarca e si raddrizza a quattro zampe per svegliare la colonna, e un paio di affondi tenuti una decina di secondi per allungare i flessori dell'anca. Non è ginnastica: serve solo a portare sangue e mobilità dove poi metterai carico. Una posizione tentata a freddo dopo una giornata alla scrivania si chiude quasi sempre con un crampo, e un crampo rovina la serata molto più di un tentativo che non riesce.
Come si capisce quando fermarsi?
Il criterio è la qualità della sensazione, non la soglia di sopportazione. Uno sforzo che brucia nei muscoli e passa appena cambi appoggio è normale. Un dolore che punge, che si irradia lungo una gamba o lungo il braccio, o un formicolio alle mani sono segnali diversi: significano che una struttura sta ricevendo un carico che non le compete. In quel caso non si aggiusta l'angolo, si esce dalla posizione. Vale anche per la testa che diventa pesante quando resta più in basso del cuore per più di un paio di minuti.
Ho un problema alla schiena o al collo: posso provarci lo stesso?
Dipende dalla posizione, e la distinzione è netta. Le configurazioni che caricano il bacino tenendo la testa più alta del cuore restano quasi sempre accessibili, spesso con un cuscino rigido sotto i fianchi. Quelle che ripiegano le gambe oltre la testa scaricano il peso del corpo sulle vertebre cervicali e sul tratto dorsale alto, e con un problema cervicale o lombare in corso vanno semplicemente saltate. Se sei in terapia o in riabilitazione, chiedi prima a chi ti segue.
Le versioni modificate valgono quanto quelle originali?
Valgono di più, se sono quelle che riesci a tenere. Un cuscino sotto il bacino, un piede appoggiato a terra invece che in aria, una mano che si tiene alla testiera: nessuno di questi accorgimenti toglie qualcosa all'angolo, tolgono solo la fatica di sostenerlo. La sensazione dipende dalla geometria, e la geometria resta la stessa. Una posizione mantenuta comodamente per cinque minuti rende molto più della sua versione da manuale abbandonata dopo trenta secondi.