Kamasutra: significato, origini e vero scopo del testo
Kamasutra: significato reale di un antico trattato sanscrito su desiderio e amore, non solo posizioni. Origini, sette libri e scopo di un testo frainteso.

Qual è il significato del Kamasutra?
Il Kamasutra è un antico trattato indiano in sanscrito dedicato al kama — desiderio, piacere e amore — compilato dal filosofo Vatsyayana all'incirca nel II o III secolo d.C. È una guida completa al vivere e all'amare bene, che tocca corteggiamento, matrimonio, vita sociale e piaceri dei sensi. Le posizioni sessuali occupano solo il secondo dei suoi sette libri; il resto somiglia più a un manuale per una vita raffinata.
La maggior parte delle persone incontra il Kamasutra come sinonimo di posizioni acrobatiche — un significato che gli si è attaccato addosso soprattutto attraverso la traduzione di epoca vittoriana e la cultura popolare, non attraverso qualcosa che sta nel testo originale.
I quattro scopi della vita: dove si colloca il kama
Per leggere il Kamasutra alle sue condizioni, aiuta capire dove si colloca nel quadro filosofico che lo ha plasmato. La tradizione induista individua quattro scopi — i purushartha — che insieme costituiscono una vita umana completa: dharma (condotta retta e dovere), artha (ricchezza e benessere materiale), kama (piacere, amore e desiderio) e moksha (liberazione spirituale). Ogni scopo ha la propria letteratura. Il Kamasutra è per il kama l'equivalente di quegli altri trattati: un tentativo sistematico di trattare il desiderio come qualcosa che merita di essere studiato sul serio.
Vatsyayana apre il testo sostenendo esattamente questo. Il kama non si oppone al dharma né all'artha: li completa. Una vita che insegue solo la prosperità materiale o il merito religioso, a spese del piacere dei sensi e del legame amoroso, è per il suo ragionamento una vita incompleta. È questa cornice a collocare l'intero testo — posizioni comprese — dentro un progetto riconoscibilmente filosofico, non puramente erotico.
Cosa contengono davvero i sette libri
I sette libri del Kamasutra (adhikarana) coprono un terreno che pochi lettori si aspettano:
Il primo libro riguarda la vita del cittadino colto — quello che gli studiosi di sanscrito chiamano nagaraka — e tratta le arti, la vita sociale, le abitudini quotidiane e come arredare e gestire una casa pensata come cornice di una vita piacevole.
Il secondo libro è quello che tutti conoscono: l'unione sessuale. Parla di tipi di partner, abbracci, baci, graffi, morsi, posizioni e psicologia degli amanti. È la sezione delle posizioni, e il suo tono è sistematico più che malizioso: Vatsyayana cataloga e analizza, non drammatizza.
I libri dal terzo al settimo trattano la scelta della moglie, la condotta nel matrimonio, le relazioni con altre donne, le tecniche per attrarre un partner e l'uso di varie preparazioni e metodi per conservare fascino e vitalità.
La proporzione dice tutto. Se leggi il Kamasutra dall'inizio alla fine, passi la maggior parte del tempo a non leggere affatto di posizioni: leggi di come vivere da persona socialmente attiva, attenta e con gusto.
Vatsyayana e le sue fonti
Vatsyayana era uno studioso che quasi certamente scriveva nell'India settentrionale, e la sua compilazione attingeva a una tradizione di letteratura erotica che esisteva già da secoli prima di lui. Cita per nome autori precedenti — Nandi, Auddalaki Shvetaketu, Babhravya tra gli altri — i cui testi originali sopravvivono solo in frammenti. Parte del valore del Kamasutra sta proprio nell'aver conservato le idee che quelle opere portavano con sé.
La parola sutra significa filo o aforisma: un enunciato compresso, fatto per essere memorizzato e poi sciolto attraverso il commento. Il più importante di questi commenti è la Jayamangala di Yashodhara, scritta circa dieci secoli dopo il testo originale, diventata a sua volta parte del modo in cui i lettori successivi hanno capito cosa dicesse il Kamasutra.
Come l'Occidente si è fatto l'idea sbagliata
Il Kamasutra è arrivato ai lettori di lingua inglese attraverso una sola traduzione: l'edizione del 1883 di Richard Francis Burton e Forster Fitzgerald Arbuthnot, stampata privatamente con il marchio della loro Kama Shastra Society perché la legge britannica rendeva impossibile una pubblicazione commerciale. Negli Stati Uniti non è stato apertamente disponibile fino al 1962.
Arrivato come materiale esotico messo al bando anziché come trattato filosofico, fu la sezione sulle posizioni ad attirare quasi tutta l'attenzione. Un secolo di cultura popolare ha aggravato quella riduzione. Il risultato è un titolo che tutti riconoscono, attaccato a un testo che quasi nessuno ha capito.
Il percorso cronologico completo è raccontato nella storia del Kamasutra.
La parte che conta davvero oggi
Le sezioni del Kamasutra che reggono meglio alla prova del presente non sono sempre i cataloghi di posizioni. I passaggi sull'attenzione — leggere le risposte di chi hai accanto, regolare il ritmo sulla disponibilità reciproca, capire che il desiderio ha delle fasi — restano applicabili sul serio.
L'idea che l'intimità fisica si arricchisca con la conoscenza e l'attenzione deliberata, invece di ridursi a puro istinto, attraversa tutto il testo. Le pratiche legate alla connessione romantica e intima si fondano sulla stessa premessa. La posizione Yab Yum ne è un esempio concreto: seduti, faccia a faccia, in una posizione orientata alla sincronizzazione del respiro e al contatto prolungato — più vicina nello spirito al secondo libro di Vatsyayana che a qualsiasi catalogo ginnico.
In sintesi
Il Kamasutra è un antico trattato sanscrito sul desiderio come uno dei quattro scopi legittimi della vita umana, compilato da Vatsyayana nel II o III secolo d.C. a partire da una tradizione indiana di scritti eruditi sull'amore ancora più antica. I suoi sette libri coprono molto più delle posizioni sessuali: parlano di corteggiamento, vita di coppia, condotta sociale e del rapporto tra piacere dei sensi e vita ben vissuta. La riduzione a manuale di posizioni è figlia della storia delle traduzioni vittoriane e di un secolo di cultura popolare, non di qualcosa che sta nel testo originale.
Capire che cos'è davvero non rende la sezione delle posizioni meno interessante: rende più interessante tutto il testo. Le posizioni che Vatsyayana descrive vivono dentro una filosofia del piacere attento e reciproco, non in un elenco di prestazioni da spuntare.
Per una guida più completa al testo e al suo contesto c'è la guida generale al Kamasutra.